IL PENSIERO DI STURZO PROIETTATO NELLA REALTA’ DI OGGI. Il mio intervento in pillole.

- Il pensiero di Sturzo appare estremamente attuale, uno strumento per interpretare e analizzare criticamente la complessità della vita economica e sociale italiana degli ultimi decenni, caratterizzata da un progressivo, ma non irreversibile, declino dello slancio morale collettivo.

- Gli spunti del Pensiero di Sturzo risultano presenti in particolar modo in questi mesi nei quali la nostra classe dirigente è chiamata ad affrontare una difficile sfida per il rilancio competitivo del Paese. Un’occasione di riflessione che riportata sull’etica e sulla responsabilità nella gestione dell’attività economica e politica.

- Sussidiarietà e Federalismo: questi due elementi caratterizzano non poco la politica di Sturzo. La forte critica ad una società immobile e la lotta contro la rigidità degli schemi della vecchia politica hanno determinato radicali prese di posizione rispetto alle partecipazioni statali, ma soprattutto in relazione al legame della politica con la religione. Nel suo disegno complessivo Sturzo spiega che la parte sociale, di ammortizzatore, è rappresentata dalla sussidiarietà. Federalismo e sussidiarietà, con il capitalismo e la Chiesa alleati per una riforma federale in cui il privato interviene in maniera sussidiaria.

- Religione: Il cristianesimo non è inquadrato come corrente politica. Politica e religione vengono visti come due aspetti autonomi ma reciproci. La religione per Sturzo è si la principale fonte di ispirazione, ma non è l’unica. Anche tale riflessione potrebbe essere asserita nell’odierno dialogo odierno rispetto ad uno Stato laico e non laicista, la lungimiranza di Sturzo intravede risposte sia in chiave europeista che di sviluppo nazionale.

- Carattere: Sturzo ha avuto la capacità e la forza di distaccarsi in modo significativo dai modelli culturali con i quali si è formato, proponendo posizioni innovative rispetto al liberismo tradizionale e al pensiero politico-economico di matrice cattolica.

- La Politica: Don Luigi Sturzo, nel secolo scorso, fu protagonista di primissimo piano della vita politica italiana: combatté per la libertà e denunciò sempre il malcostume che afflisse i politici d’Italia. Diede vita al Partito Popolare Italiano. Anche dall’estero non fece di certo mancare il suo appoggio mediante numerosi interventi sulla stampa, incentrati soprattutto contro il fronte comunista, il malcostume della politica e il centralismo dello Stato. Don Luigi Sturzo (nominato senatore a vita nel 1952) svolse un pensiero politico tutto suo, incentrato sul principio di sussidiarietà. Affermava, infatti: “Ad uno Stato accentratore, tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno Stato veramente popolare, che riconosce i limiti delle sue attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali, la famiglia, le classi sociali, i comuni, che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private”. Alla base del pensiero sturziano vi è la libertà, le cui violazioni e limitazione vengono considerate le cause principali dei mali che affliggono la società italiana. Don Luigi cercava la libertà nella Verità: “La libertà è la più aderente qualità della coscienza umana. Educate il popolo a sentire la voce della coscienza, a informarsi bene della via da seguire che risponda agli impulsi della coscienza; a ubbidire alla voce di una coscienza ben formata; a trovare nella consonanza con gli altri che egli stima per nobiltà d’animo e rettitudine di vita, quell’elemento che nei dubbi rassicura la propria coscienza; solo così si fa sentire a ciascuno il peso della propria responsabilità. Il dinamismo della libertà consiste nella ricerca della Verità, nell’amore della Verità, nel senso del dovere che impone di seguire e di affermare la Verità”.

- Conclusioni: il Pensiero di Sturzo lo sintetizzo in tre parole: Dio come fonte di isperazione di ogni Uomo, Patria intesa come senso per lo Stato e ricerca continua del Bene Comune, Famiglia come fondamento imprescindibile della nostra Società.

- Con la L.R. 13 giugno 2001, n. 13 (“Riconoscimento della funzione sociale ed educativa degli oratori” – Approvazione dei criteri e delle modalità per il finanziamento di interventi tesi alla promozione e al sostegno della formazione di operatori specializzati a supporto delle attività di oratorio o attività similari, nonché per l’infanzia”) la nostra Regione ha per la prima volta riconosciuto la funzione sociale degli oratori ed ha scelto di finanziarne le attività. Ritengo, soprattutto in questo momento, che la formazione e l’educazione dei nostri ragazzi debba transitare, così come è accaduto per molti di noi, dagli oratori pertanto mi rendo disponibile per rappresentare tali istanze in seno al Consiglio Regionale del Lazio.

On. Pino Palmieri